I vitigni PIWI rappresentano una nuova generazione di viti, innovative e sostenibili, capaci di produrre vini di alta qualità nel rispetto dell’ambiente.
Il termine PIWI deriva dal tedesco Pilzwiderstandsfähig, ovvero “resistente ai funghi”. Si tratta di varietà ottenute dall’incrocio tra Vitis vinifera e altre specie di vite, selezionate nel tempo per unire qualità enologica e resistenza naturale.
La principale caratteristica dei vitigni PIWI è la loro elevata resistenza alle malattie fungine come oidio e peronospora.
Questo consente di ridurre drasticamente l’uso di trattamenti in vigneto, fino all’80-90%, limitando l’impiego di rame e zolfo.
Il risultato è una viticoltura più sostenibile, che tutela il suolo, l’aria e la biodiversità, riducendo l’impatto ambientale senza compromettere la qualità del vino.
I vini PIWI sono oggi sinonimo di innovazione: esprimono nuovi profili aromatici, freschezza e identità territoriale.
Offrono ai consumatori la possibilità di scoprire vini diversi, autentici e sempre più richiesti da chi cerca prodotti sostenibili.
Allo stesso tempo, rappresentano una grande opportunità per i viticoltori, permettendo di affrontare le sfide del cambiamento climatico e della riduzione dei trattamenti.
I vitigni PIWI non sono il risultato di modificazioni genetiche in laboratorio, ma nascono da un lungo lavoro di selezione e incrocio naturale in vigneto.
Un progetto che continua ancora oggi, portato avanti da istituti di ricerca e organizzazioni come PIWI International, che promuovono lo sviluppo e la diffusione di queste varietà in tutta Europa e nel mondo.